Perché non arrivano i commissari?

Ministero InternoAd oltre due mesi dalla presa d’atto del dissesto finanziario del Comune di Ispica non è stato ancora nominato l’Organo straordinario di liquidazione, in pratica i tre commissari che si dovranno occupare del risanamento delle finanze dell’ente. Per il segretario del Partito democratico Gianni Stornello il ritardo è ingiustificabile e dannoso per il Comune, visto che fra l’altro il Tar ha riconosciuto di non dovere concedere la sospensiva e di bloccare la procedura di dissesto, come l’Amministrazione aveva chiesto. Stornello esprime anche preoccupazione per il fatto che da un lato il Ministero degli Interni ritarda la predisposizione degli atti per la nomina dei commissari che dovrà fare il Presidente della Repubblica, dall’altro autorizza l’Amministrazione a utilizzare il fondo di circa sei milioni di euro per saldare i fornitori del Comune e che avrebbero dovuto gestire proprio i commissari. Il segretario del Partito democratico propone all’Amministrazione di rendere pubblici i criteri di utilizzo di queste somme e tutti i provvedimenti di liquidazione per fare partecipare la città che non va coinvolta solo al momento di riscuotere le tasse.

“Il ritardo non è più giustificabile – afferma Stornello – perché lo stesso Tar ha riconosciuto che non ci sono gli estremi per bloccare la procedura di dissesto, riservandosi di entrare nel merito con procedura ordinaria, quindi con i tempi normali di una causa. A questo punto il Ministero degli Interni deve proporre subito alla Presidenza della Repubblica il decreto con la nomina dei tre commissari per non paralizzare il Comune. Ed è paradossale – sottolinea il segretario del Pd – che lo stesso ministero da un lato rallenta il procedimento di nomina dei commissari, dall’altro concede all’Amministrazione di mettere mano al fondo di sei milioni di euro erogati per il saldo dei creditori, fondo che avrebbero dovuto gestire i commissari. Noi partiamo dalla buona fede di tutti – dichiara Stornello – ma riteniamo doveroso da parte dell’Amministrazione dare conto di come questi soldi vengono spesi, dei criteri utilizzati, delle priorità stabilite: alla città non si possono chiedere solo le tasse alle aliquote massime. I cittadini hanno diritto ad essere informati di come i soldi di tutti vengono impiegati e rassicurati del fatto che non ci sono fornitori di serie A, liquidati prima di tutti, e fornitori di serie B, liquidati con tutta calma. Le forme di comunicazione immediate e a basso costo non mancano per compiere un’operazione di trasparenza e di coinvolgimento della città in un momento di grande sfiducia e di massimo distacco fra opinione pubblica e amministratori”.      

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