Mozione di sfiducia al sindaco, “Mancano due voti, presentarla oggi blinda l’Amministrazione”

gianni stornelloSi accende il dibattito politico sulla mozione di sfiducia al sindaco di Ispica, in atto sostenuta da 12 consiglieri comunali su 20 e che, per essere approvata, ha bisogno di 14 voti favorevoli. Per il Partito democratico, che per primo depositò una mozione in proposito, portare oggi la sfiducia in Consiglio comunale, come propone Sviluppo e Solidarietà, è imprudente e finirebbe col blindare la posizione dell’Amministrazione. Il segretario cittadino del Pd Gianni Stornello ricorda che in un quinquennio è possibile presentare la mozione di sfiducia una sola volta e che non è possibile presentarla nell’ultimo anno di mandato del sindaco: ecco perché il Pd propone, per questa fase, di fare di tutto per raccogliere nuove adesioni, oltre alle dodici acquisite, ed evitare di andare in Consiglio “al buio”. Per il Pd la mozione di sfiducia senza la matematica certezza di un suo successo va presentata solo nelle ultime settimane utili prima dell’”anno bianco” in cui non è possibile inoltrarla, dunque immediatamente prima delle prossima primavera. Stornello rinnova l’invito a tutte le opposizioni per evitare alla città i guasti che l’Amministrazione in carica sta creando, invitandole a revocare il Piano regolatore generale la cui adozione viziata ha determinato un conflitto con la Regione che blocca l’edilizia.

“Sviluppo e solidarietà – dichiara il segretario cittadino del Pd, Gianni Stornello – si scalda inutilmente. Politicamente siamo tutti d’accordo e in perfetta sintonia con la città: l’Amministrazione comunale in carica prima se ne va, meglio è. Il problema è tattico. Perché il sindaco venga sfiduciato, in Consiglio ci vogliono 14 voti. Tutte le opposizioni ne abbiamo 12. Ci mancano due voti. L’altro elemento che preoccupa Sviluppo e solidarietà è l’”anno bianco”, cioè l’impossibilità di sfiduciare un sindaco nell’ultimo anno del mandato. Ad Ispica quest’anno scatta dalla prossima primavera, visto che il mandato scade nel 2015. Dato che la mozione di sfiducia si può presentare una volta sola, perché blindare il sindaco con la presentazione di una mozione oggi, che va incontro a sconfitta sicura, quando possiamo ancora acquisire i due voti che ci mancano? Su questa eventualità non mi faccio molte illusioni – prosegue Stornello – conoscendo quali vincoli legano all’Amministrazione gli otto consiglieri, due dei quali in colossale conflitto di interessi istituzionale, perché assessori. Ma sappiamo anche come la crisi, il dissesto, la mancanza di iniziativa politica ed amministrativa possono logorare rapporti che poggiano su fondamenta di bassa lega. Certo – argomenta il segretario del Pd – se dovessimo arrivare a gennaio con la situazione dei numeri attuale, tanto vale giocarla la carta della sfiducia, invitare gli ispicesi a partecipare in massa al Consiglio comunale e a guardare in faccia chi vota per mantenere in vita l’Amministrazione. Nel frattempo, per quanto è possibile, la forze politiche hanno il dovere di riparare ai guasti che l’Amministrazione sta creando. Ci sono varie questioni su cui intervenire: una crediamo sia la revoca del Piano regolatore adottato e non ancora approvato che ha determinato un conflitto con la Regione che si ripercuote sull’edilizia, bloccandola. Sviluppo e Solidarietà, e tutte le altre opposizioni, lascino da parte i tatticismi che la gente non comprende ed affrontino la crudezza delle questioni concrete. Insieme diamo un segno di attenzione verso il mondo produttivo locale, revocando un piano che, al di là del merito e delle scelte che esso fa, sta creando solo problemi e seri rischi di annullamento di concessioni edilizie”.

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