Crisi finanziaria ad Ispica, le proposte del Pd. E l’Amministrazione pensa di utilizzare ancora i fondi vincolati per la lotta all’erosione costiera per pagare gli stipendi

Prime proposte del Partito Democratico di Ispica per fronteggiare la grave crisi finanziaria del Comune. Le ha esposte nel corso di un incontro fra l’Amministrazione e le forze politiche presenti in Consiglio comunale il segretario cittadino del Pd, Gianni Stornello, presente con il capogruppo consiliare, Pierenzo Muraglie. Stornello, dopo avere ribadito la richiesta di dimissioni del sindaco, ha puntato l’attenzione su due livelli di intervento: uno contingente, mirante a garantire l’immediata corresponsione degli stipendi ai dipendenti e dei crediti che il Comune ha nei confronti di fornitori, cooperative sociali e per il servizio di nettezza urbana; l’altro più di prospettiva mirante a risanare le finanze comunali in modo definitivo. Netta contrarietà è stata espressa dal Pd sull’utilizzo dei fondi vincolati per la difesa della fascia costiera per il pagamento degli stipendi arretrati ai comunali, così come proposto dall’Amministrazione.

“Non avremmo difficoltà ad affrontare il tema della crisi finanziaria con un commissario – afferma Gianni Stornello – con il vantaggio di non avere come interlocutori coloro che sono i responsabili di questa crisi, determinata solo in parte da cause esterne. E’ per questo che riteniamo importante che l’Amministrazione faccia chiarezza e lasci il campo. Il Pd – ha proseguito il segretario dei democratici – esamina la questione su due piani diversi: uno contingente, con l’urgenza di assicurare gli stipendi ai dipendenti e i crediti ai fornitori, alle cooperative sociali, alla ditta del servizio di igiene ambientale; l’altro di medio periodo, visto il carattere strutturale della crisi finanziaria. Per la prima condividiamo la richiesta, già avanzata dall’Amministrazione ma non sufficientemente perorata, di avere le anticipazioni di cassa per i comuni in difficoltà in base alla legge regionale 6. Proponiamo inoltre di utilizzare le somme accantonate per il pagamento dei mutui, disponibili pronto-cassa e da reintegrare con l’arrivo dei primi, imminenti trasferimenti regionali o statali. Siamo contrari – dice con forza Stornello – al ricorso ai fondi vincolati per il contrasto all’erosione della fascia costiera, come qualche amministratore propone e come del resto è stato fatto nel recente passato: sarebbe una misura al limite della violazione di legge che incapperebbe nell’intervento sanzionatorio della Corte dei conti che ha già posto il Comune di Ispica sotto la sua lente d’ingrandimento. Ma questi interventi – prosegue il segretario del Pd – da soli non bastano a risolvere definitivamente il problema che è cronico: occorrono misure strutturali per le quali proponiamo prima di tutto la lottizzazione e la vendita dei terreni, estesi per circa 100mila metri quadri, della zona di San Giuseppe. Tale misura – spiega Stornello – attiverebbe anche un processo virtuoso legato alla realizzazione della prima casa a basso costo e l’impiego degli artigiani locali nell’indotto dell’edilizia. Chiediamo altresì misure di austerità come la rinuncia alla figura del direttore generale, che costa 45mila euro l’anno e si sovrappone al segretario generale; la razionalizzazione degli affitti, sia di quelli che vedono il Comune nella veste di inquilino, in primis quelli per uffici comunali, sia di quelli nei quali il Comune è proprietario, adeguando i canoni al prezzo di mercato. Chiediamo ancora di porre in attenzione il patrimonio comunale, con un censimento ed un inventario serio finalizzato all’alienazione di beni immobili che il Comune non utilizza, la revisione degli accordi sindacali che prevedono i rientri pomeridiani dei dipendenti, risparmiando sui buoni pasto e le spese energetiche derivanti dall’apertura pomeridiana degli uffici ed un ritocco al ribasso delle indennità di carica degli amministratori e dei consiglieri comunali. Sono le prime proposte che il Partito Democratico avanza – conclude Stornello – nella piena disponibilità a confrontarsi anche su altre che dovessero essere fatte e sulle quali non vi saranno preclusioni di sorta, a condizione che siano in linea con il rispetto della legge e non implichino forzature ingiustificate”.

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