“Cantiere popolare come Nerone, vuole che Ispica bruci”, replica del segretario del Pd alle accuse di incoerenza: “Con il dissesto il sindaco non decade, paga solo la città”

“Cantiere Popolare dovrebbe sapere che con il dissesto il sindaco non decade”. Il segretario del Partito Democratico di Ispica, Gianni Stornello, replica a Cantiere Popolare che aveva parlato di incoerenza dei democratici in occasione dell’ultima seduta del Consiglio comunale e dell’aggressione subita dal capogruppo del Pd Muraglie da parte di un loro consigliere, ponendola in termini di scontro con uguali responsabilità fra i due consiglieri. Il Pd lancia una sfida a Cantiere popolare: aderisca alla proposta di sfiduciare il sindaco, lanciata dal Partito Democratico in Consiglio comunale, e si impegni a dare riscontro ai rilievi della Corte dei conti per le irregolarità nei bilanci che loro stessi hanno votato.

“I dirigenti di Cantiere Popolare – dichiara Stornello – non sanno spiegare quale “grazia” avremmo concesso al sindaco, visto che col dissesto il sindaco non decade, come loro vorrebbero fare credere. Il dissesto, dal quale ancora non è detto che Ispica si sia salvata, lascia in carica il sindaco e addossa alla città i pesi di tasse, licenziamenti, tagli di servizi, svendita del patrimonio immobiliare, penalizzando i più deboli. E’ quello che voleva Cantiere popolare, ricovero di tanti Nerone che vogliono incendiare la città per costruirsi la loro Domus Aurea politica e di potere, una casa d’oro fatta ancora una volta con i sacrifici dei cittadini. Se, uscendo dall’aula, il Pd ha evitato la dichiarazione di fallimento in prima battuta della città, diciamo subito che ne siamo orgogliosi. Prima di parlare di coerenza al Pd, Cantiere popolare farebbe bene a ricordare che fino a solo qualche mese loro facevano parte della maggioranza, avevano gli assessori, banchettavano (non solo metaforicamente) col sindaco e la sua corte, tanto che il loro leader ha confessato di recente di avere “messo a cavallo” l’attuale capo dell’Amministrazione. Pretendevano dal Pd – aggiunge il segretario Stornello – un immotivato appiattimento sulla loro posizione del “tanto peggio tanto meglio”, ricorrendo ad inciuci ed ammucchiate politiche utili solo a fare riacquisire a loro una verginità politica che non hanno. Il Pd ha sempre votato contro i bilanci del centro-destra, i bilanci del dissesto; Cantiere Popolare quei bilanci li ha votati; il capogruppo del Pd Muraglie è stato aggredito ed offeso dal punto di vista personale da un consigliere di Cantiere Popolare, rispetto a precise e puntuali accuse di ordine politico; Cantiere Popolare, senza un briciolo di onestà politica ed intellettuale, mette sullo stesso piano aggressore ed aggredito, chi fa politica con passione disinteressata, dando e non prendendo, e chi fa politica con le mani e l’insulto gratuito. Noi non dobbiamo dare prova di coerenza a nessuno, men che meno a Cantiere popolare. Loro, invece, aderiscano alla nostra richiesta di sfiduciare il sindaco lanciata martedì in Consiglio e pensino a trovare buone ragioni per dire alla Corte dei conti, che attende i chiarimenti e le azioni correttive del Consiglio comunale per il bilancio 2010, che hanno votato un bilancio pieno di “criticità ed irregolarità”.

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