Le cause e i responsabili del dissesto? Il sindaco e le sue maggioranze. Un’inchiesta lo accerterà

Gianni Stornello maggio 2012Le ultime prese di posizione della coalizione che sostiene il sindaco provocano la reazione del segretario del Partito Democratico, Gianni Stornello. In particolare il rappresentante dell’opposizione respinge con forza l’accusa di essere queste ultime le responsabili del fallimento del Comune, anticipando che, nell’ambito della procedura di dissesto, sarà svolta un’inchiesta che farà piena luce sui veri responsabili che non potranno che essere il sindaco e tutto il centro-destra.

“Ci vuole una bella faccia tosta – dichiara Stornello – solo a fare apparizioni pubbliche dopo che loro, i loro alleati compiacenti e il loro sindaco hanno fatto fallire Ispica. Occorre che qualcuno dica a questi signori che negli ultimi otto anni hanno amministrato loro; che i vari Premi di Poesia e cultura, Carotispica, Notte dei Sapori, Zagara e Rais, Presepi viventi, tanto per citarne alcuni, costati al Comune di Ispica, già in crisi finanziaria, centinaia di migliaia di euro, li hanno organizzati loro. Che la piazza principale l’hanno rovinata loro con una spesa folle di duemilioni di euro. Che le spese allegre per il personale le hanno decise loro per fini meschinamente clientelari. Tutti soldi buttati, perché non un solo posto di lavoro hanno creato con le feste, le sagre e gli eventi. Con la nuova piazza i posti li hanno addirittura soppressi sfrattando e non riassegnando il chiosco e costringendo alla chiusura il rifornimento di carburante esistente, buttando in mezzo alla strada il gestore e la sua famiglia. Il Pdl e il suo sindaco – attacca il segretario del Pd – ci devono dire in base a quale criterio di economicità di gestione e di convenienza per il Comune è stata venduta a prezzo vile l’acqua potabile di contrada Carrubba ad un consorzio privato che la distribuisce e la rivende a carissimo prezzo agli abitanti di contrada Granelli, in territorio di Pachino. Quando sarà fatta l’inchiesta sulla congruità dei costi sostenuti dal 2005 ad oggi e sulla convenienza per il Comune di certe operazioni spregiudicate ci saranno delle sorprese amare che scriveranno un’altra pagina dolorosa della vita amministrativa di Ispica e per gli amministratori che si sono succeduti dal 2005 ad oggi. Lo sappiano quelli che oggi scaricano sull’opposizione le responsabilità del dissesto. Così come sarà interessante sapere chi ha votato i bilanci e i consuntivi che hanno portato a questa situazione, dal 2005 ad oggi: scopriremo che ci sono i voti favorevoli di tutto il centro-destra, vecchio, nuovo, pentito e neo-convertito alla rivoluzione. La città deve sapere – afferma Stornello – che il marchio umiliante di comune fallito si deve solo ad un sindaco irresponsabile e alle maggioranze acquiescenti e prone che lo hanno sostenuto dal 2005 ad oggi. Non è un segreto – rivela poi il segretario del Partito democratico – che eravamo disponibili a votare il piano di riequilibrio di bilancio per evitare il fallimento del Comune, ma a condizione che fosse un piano condiviso, frutto del concorso di tutti. Ed invece, allo scadere dei termini, ci è stata portata una minestra indigeribile dove prima degli interessi della città venivano quelli del sindaco e della sua maggioranza. Il Pd è una forza responsabile e lo ha sempre dimostrato. Chi non lo è è un sindaco che, nonostante le sue palesi colpe nel dissesto finanziario del Comune, invece di dimettersi ed ammettere i suoi errori, si permette il lusso di fare attaccare gli avversari politici che hanno dalla loro parte la lucidità del pensiero e la trasparenza delle loro azioni”.

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