8 marzo, Rosanna Pandolfi sollecita la costituzione della Commissione delle elette in Consiglio comunale

Rosanna PandolfiLa donna protagonista e soggetto attivo, a partire dal Consiglio comunale di Ispica, dove per la prima volta le elette sono un quinto del consesso. E’ concreta la proposta avanzata dalla nostra vice segretaria Rosanna Pandolfi, avanzata con l’approssimarsi della Festa della donna. Pandolfi sollecita il Consiglio comunale a costituire la “Commissione delle elette”, prevista dall’articolo 53 dello Statuto comunale.
“Sono convinta – dichiara la dirigente dem in una nota per la stampa – che le migliori commemorazioni della Festa della donna siano quelle basate sulla concretezza. Ecco perché mi preme, in quanto donna e vice segretario del circolo Kennedy del Pd di Ispica, sollecitare la costituzione formale della “Commissione delle elette” prevista dallo Statuto del Comune di Ispica. Grazie alla legge elettorale che impone le pari opportunità di genere, per la prima volta in Consiglio comunale c’è una presenza massiccia di donne (quattro su venti) che voglio ricordare una per una: Stefania Rosa del Pd, Matilde Sessa e Lina Sudano di “Libertà e Buongoverno”, Francesca Marina di “Ispica, Punto a capo”. E c’è anche Angela Gianì, assessora comunale, eletta in Consiglio, che optò per l’incarico in Giunta. La “Commissione delle elette” è costituita appunto dalle elette in Consiglio e andrebbe ad occuparsi di questioni attinenti le pari opportunità, avvalendosi anche della collaborazione di associazioni di donne, movimenti rappresentativi delle realtà sociali, culturali, produttive, sindacali e così via, avanzando proposte ed osservazioni e snellendo anche l’attività dell’Amministrazione che potrà consultarla sugli atti da proporre al Consiglio comunale che riguardano la popolazione femminile. Per renderla operativa occorre soltanto che il Consiglio comunale approvi un piccolo Regolamento. Preciso infine che la nuova Commissione non comporterebbe spese in più per il Comune”.

Di seguito l’articolo 53 dello Statuto del Comune di Ispica che prevedere la “Commissione delle elette”

Commissione delle Elette

1. Il Comune riconosce il ruolo della donna come fondamentale nella crescita sociale. Al fine di meglio promuovere e programmare politiche rivolte al conseguimento di pari opportunità tra donne e uomini è istituita la Commissione delle Elette.
2. La Commissione è composta dalle Elette del Consiglio.
3. La Commissione formula al Consiglio proposte e osservazioni su ogni questione che possano avere attinenza con la condizione femminile e che possano essere sviluppate in politiche di pari opportunità. A tal fine può avvalersi del contributo di associazioni di donne, di movimenti rappresentativi delle realtà sociali, culturali, lavorative, sindacali e imprenditoriali, nonché di esperte di accertata competenza e/o esperienza professionale in materia di condizione femminile.
4. La Giunta comunale può consultare preventivamente la Commissione sugli atti di indirizzo da proporre al Consiglio in merito ad azioni particolarmente rivolte alla popolazione femminile.
5. La Commissione dura in carica per l’intero mandato ed al termine dello stesso redige una relazione conclusiva sulle attività svolte.
6. La Commissione si avvale delle strutture esistenti nel Comune.
7. L’apposito regolamento previsto dal Consiglio Comunale disciplina le modalità di funzionamento della Commissione.
8. Il Consiglio Comunale stabilisce annualmente in bilancio i fondi da assegnare per il funzionamento e le iniziative della Commissione, il cui utilizzo avverrà con le modalità prescritte dal regolamento comunale di contabilità.

L’opposizione sul nulla

Un’interpellanza sull’elezione del capogruppo consiliare del Partito democratico di Ispica è stata presentata da Giuseppe Quarrella di Area popolare.

“Il consigliere Quarrella – dichiara in proposito il capogruppo del Pd, Gianni Stornello – si serve di carte superate dai fatti e dagli atti per strumentalizzare una vicenda interna a un partito e a un gruppo consiliare del tutto risolta e archiviata. L’interpellanza porta la data del 12 febbraio e fa riferimento all’elezione del capogruppo del Pd, che nel frattempo è stato eletto il 3 febbraio sera. Il collega di opposizione si è servito di una lettera del consigliere pd Giovanni Gambuzza che il 3 febbraio mattina sollecitava l’elezione del capogruppo. Non trovando questioni di natura amministrativa e problemi concreti su cui fare opposizione, Area popolare ha scelto la strada poco corretta della speculazione su vicende interne ad un partito, il Pd, peraltro chiuse dalla mia elezione a capogruppo consiliare. Tranquillizzo tutti sul fatto che gli atti della conferenza dei capigruppo sono legittimi e che non ci sono state incompatibilità fra cariche istituzionali e politiche, dal momento che il presidente del Consiglio comunale Roccuzzo, quale primo degli eletti del Pd, ha di volta in volta delegato la consigliera Stefania Rosa a partecipare alle conferenze dei capigruppo, come peraltro concordato con tutti i consiglieri del Partito democratico, nell’attesa che venisse eletto il capogruppo. Capogruppo, ricordo, che va eletto e non scelto in base ai voti riportati.

Ognuno fa politica e svolge il suo mandato elettorale come meglio crede”, osserva Stornello. “C’è chi lo fa ripescando cose vecchie, e chi, come noi, lo fa sull’attualità dei bisogni e sulle urgenze della collettività. Tra i pochissimi in Italia abbiamo abolito per statuto i gettoni di presenza per i consiglieri comunali, abbiamo ridotto i settori del Comune facendo risparmiare migliaia di euro all’ente, abbiamo rimesso in piedi il meccanismo di assegnazione dei suoli cimiteriali con criteri oggettivi, abbiamo dotato la biblioteca comunale “Capuana” di un Regolamento che la pone all’avanguardia dei servizi culturali in città, abbiamo ridotto la Cosap per i commercianti e gli artigiani e alleggerito il carico della Tari concedendo una rateizzazione maggiore della tassa, abbiamo avviato il riscatto dei livelli, dando in proprietà i terreni ancora gravati da vincoli medievali con un introito notevole per le casse comunali, stiamo mettendo mano alla cancellazione dei vincoli imposti dall’adozione del Piano regolatore del 2011, rimettendo in moto l’edilizia e liberando molte famiglie dall’obbligo di assurde acquisizioni di pareri per modifiche di poco conto, rimetteremo nelle mani della città le scelte sul Piano regolatore che vogliamo il più condiviso possibile e il più adatto ad assicurare uno sviluppo armonico di Ispica. Potrei continuare. Confrontiamoci su queste cose. Il resto lasciamolo ai nostalgici azzeccagarbugli”.

Gianni Stornello
Capogruppo consiliare del Partito Democratico

La nostra agenda per l’Amministrazione comunale

Il Circolo del Partito Democratico “Kennedy” ha riunito il Coordinamento provvisorio per l’esame della situazione politica e amministrativa di Ispica a tre mesi dalle elezioni, che hanno visto la vittoria del PD e di Pierenzo Muraglie. Non era facile ripartire per la nuova Giunta, ma cominciano già ad arrivare i primi risultati tangibili della sindacatura Muraglie e dell’azione del gruppo consiliare del PD e della maggioranza di centro-sinistra. L’abbattimento della COSAP, il canone per l’occupazione del suolo pubblico, ha ridato fiducia ai commercianti, l’ulteriore rateizzazione della TARI, la tassa sui rifiuti, ha dato ossigeno alle famiglie, l’Estate ispicese, pur con i limiti imposti dal bilancio comunale e grazie alla fattiva collaborazione di commercianti e associazioni, ha riempito le strade e le piazze del centro storico, dimostrando che Ispica può tornare ad essere una realtà dinamica. Tra i vari provvedimenti finora adottati, l’istituzione dell’imposta di soggiorno, che non pagheranno i residenti, sottolinea la volontà da parte del Comune di investire sul turismo e sulle attività ricettive, la revoca di alcuni atti persecutori nei confronti dei dipendenti comunali ha dato un chiaro segnale di discontinuità, la riduzione dei settori amministrativi ha dato l’avvio ad un processo di ristrutturazione della macchina organizzativa del Comune nell’ottica dell’efficienza e della riduzione dei costi, l’abolizione dei gettoni di presenza per i consiglieri comunali ha dimostrato che la politica è servizio, la riforma del sistema di concessione dei lotti cimiteriali secondo criteri oggettivi ha sancito il principio che i beni comuni vanno concessi con la consapevolezza che appartengono a tutti e non ad alcuni. E’ chiaro che si sarebbe potuto fare di più e che ci aspettano nuove scadenze e problematiche più complesse: l’approvazione del bilancio, l’avvio dei cantieri per il rifacimento e la manutenzione stradale, all’interno di un progetto di riqualificazione dell’intera viabilità cittadina, la realizzazione degli interventi di ripascimento dell’arenile e del contenimento dell’erosione marina, la razionalizzazione e l’accessibilità dei servizi comunali e la promozione di iniziative finalizzate all’ingresso dei giovani e dei disoccupati nel mondo del lavoro, il piano regolatore generale, la rappresentanza del Comune nelle società partecipate e negli organismi esterni in un’ottica di riqualificazione dei servizi svolti, l’attenzione alle politiche per la cultura e i beni culturali, l’accesso ai fondi europei per realizzare infrastrutture e migliorare i servizi, l’appalto del servizio di igiene urbana. Il cammino è ancora lungo e difficile. Il Circolo “Kennedy” per questo motivo è impegnato nel rendere sempre più accessibile la politica ai bisogni dei cittadini: il consigliere Gianni Stornello e i membri del coordinamento raccolgono quotidianamente lamentele, istanze o suggerimenti su varie questioni e si incaricano di trasmetterle alla giunta, perché agisca con sollecitudine. Crediamo infatti che questa sia la missione del PD, un partito moderno, dinamico, ma ancorato saldamente alla sua storia, che è fatta di impegno civile e di solidarietà. Nelle prossime settimane il Circolo “Kennedy” promuoverà una serie di incontri pubblici aperti al mondo delle professioni e alle diverse categorie sociali, aventi come oggetto le tematiche più urgenti, perché la nostra azione amministrativa sia ancora più attenta ed efficace. Tutto questo con l’obiettivo di creare un raccordo forte, produttivo di idee e progetti, fra società civile, partito, gruppo consiliare e amministrazione comunale nel segno di una chiara discontinuità con il passato. Siamo convinti che la politica la costruiscano giorno per giorno i cittadini e noi, prima che tesserati del PD, siamo ispicesi che, come tutti, abbiamo a cuore lo sviluppo e il progresso di Ispica.

Convocazione viziata, salta il Consiglio comunale

Consiglio-Comunale ispicaIl Consiglio comunale ieri sera non si è potuto riunire per un errore nella convocazione che non ha previsto i cinque giorni di tempo fra la data di invito e quella di prima convocazione. Immediata la reazione dei consiglieri del Partito Democratico che parlano di “ennesima figuraccia” e di clima da “dilettanti allo sbaraglio”, chiedendo le dimissioni di tutta l’Amministrazione.

“Quando si commettono errori del genere – commenta il consigliere del Pd Pierenzo Muraglie – vuole dire che si è oltrepassato il segno: L’Amministrazione e quel che resta della vecchia maggioranza di centro-destra sono in uno stato confusionale puro. Quella di ieri sera – aggiunge Muraglie – è l’ennesima figuraccia di una coalizione che farebbe bene a mettersi da parte alla svelta”.

“Mi è sembrato di assistere ad una puntata della Corrida – dice da parte sua l’altro consigliere comunale del Partito Democratico, Giuseppe Roccuzzo – con dei dilettanti allo sbaraglio. La cosa seria è che questi, che non riescono neanche a fare un banalissimo invito per il Consiglio comunale nel rispetto del Regolamento, hanno l’arroganza di volere amministrare la città. Si devono dimettere tutti per manifesta incapacità!”.

Manifesto pre-dissesto Ispica

Il Sindaco e il centro-destra hanno portato Ispica alla bancarotta.

Il Partito Democratico ha evitato che il Consiglio comunale aumentasse l’IMU, mentre il sindaco ha aumentato la tassa sulla spazzatura (+53%) e il canone idrico e fognante.

Lunedì in Consiglio il sindaco dichiarerà il pre-dissesto, ovvero il suo fallimento politico-amministrativo.

Il PD ci sarà per evitare che questo ricada sulla pelle della città e dei lavoratori.

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Ispica, maggioranza senza numeri, manca il numero legale, salta il Consiglio. Il Pd: “Pensano di tirare a campare, ma si devono dimettere”

I consiglieri che sostengono l’Amministrazione comunale non riescono più a garantire il quorum in Consiglio comunale e salta la seduta. E’ successo ieri pomeriggio nella prosecuzione dei lavori d’aula dedicati alla situazione finanziaria del Comune di Ispica e alla ricerca della soluzione per il pagamento degli stipendi ai dipendenti comunali, non pagati da luglio. L’abbandono della sala consiliare da parte delle opposizioni ha comportato la fine della seduta, non essendo tutti presenti i consiglieri che sostengono il sindaco per garantire il numero legale. Il Partito Democratico esprime la sua insoddisfazione per la situazione di crisi che interessa il Consiglio, reso ormai instabile ed ingovernabile per l’assenza di una maggioranza netta al suo interno. Continua a leggere

Muraglie e Roccuzzo (PD): “Sindaco e centro-destra mentono alla città: spacciano il loro attaccamento alle poltrone per rilancio dell’azione amministrativa. Il sindaco deve dimettersi per il bene di Ispica”

“La maggioranza politica che ha eletto Rustico non esiste più e questo – affermano i due rappresentanti del PD – è un dato incontrovertibile, nonostante il documento unitario, ipocrita e di facciata, sottoscritto dai partiti di centro-destra sostenga il contrario. Dopo le ultime sedute consiliari ricucire gli strappi è impossibile ed affermare, così come recita il documento della pseudo-maggioranza, che si è pronti a rilanciare con decisione l’attività amministrativa attraverso il criterio della collegialità, significa solo dimostrare di essere attaccati alle poltrone infischiandosene dei problemi della città e prendere in giro gli ispicesi, dato che a decidere in questi anni è stato solo il sindaco. L’unico effetto vero che abbiamo notato è stato che tutta la maggioranza ha deciso di affidarsi, in Consiglio comunale, all’esperienza del consigliere Mario Santoro che di fatto è diventato il portavoce di tutto il centro-destra, con tanti saluti al rinnovamento e alle ambizioni di tanti consiglieri, trattati come dilettanti allo sbaraglio. Primo cittadino e centro-destra – continuano i due consiglieri democratici – hanno deciso di anteporre alla crisi che colpisce Ispica il potere e l’ambizione personale.

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“Centro-destra finito, il sindaco si dimetta”, il Pd chiede all’Amministrazione un gesto di rispetto per la città

“L’ultima seduta del Consiglio comunale ha segnato definitivamente l’implosione del centro-destra, facendo passare l’Amministrazione da uno stato di crisi ad una fine politica della quale il sindaco non può che prendere atto e dimettersi”. E’ senza appello il giudizio del segretario cittadino del Partito Democratico di Ispica, Gianni Stornello, dopo la seduta consiliare di martedì sera nella quale due consiglieri di maggioranza si sono dichiarati all’opposizione, un terzo si è dichiarato indipendente e deciderà volta per volta, il Pid ha annunciato il ritiro della fiducia al sindaco, i Popolari liberali di Sviluppo e Solidarietà hanno polemizzano, in modo alquanto sostenuto e vivace, con il primo cittadino, il Conto consuntivo è stato approvato con una maggioranza strettissima e grazie ad alcuni allontanamenti dall’aula. “Se – dichiara Stornello – a questo spettacolo, decisamente da basso impero, aggiungiamo che la situazione finanziaria è drammatica, con dipendenti e fornitori non pagati, lo sviluppo economico di Ispica al tracollo, le opere pubbliche limitate al “capolavoro” della piazza, il territorio massacrato da erosione costiera, discariche abusive, mancata manutenzione delle aree archeologiche ci chiediamo cos’altro debba accadere perché debba dimettersi un’Amministrazione che ha finito il suo ciclo già da tempo. Il centro-destra – sostiene il segretario del Pd – ha esaurito la sua spinta propulsiva e l’ultimo Consiglio comunale lo ha confermato. Passino la mano, nell’interesse di una città che deve essere governata e non occupata e sfruttata e che deve tornare ad essere una città-modello. Le dimissioni sarebbero l’unico atto di rispetto per gli ispicesi abituati a ben altri livelli di politica e di governo della città”. Continua a leggere