La lettera di Renzi ai tesserati del Pd

image Carissime democratiche, carissimi democratici,
mentre volgono al termine le tante Feste dell’Unità svoltesi in tutta Italia, invio questa email innanzitutto per ringraziarvi dell’impegno sul territorio, della passione, della dedizione con cui state aiutando il PD in queste ore così delicate.
Già, perché il risultato del 25 maggio – con quello squillante 40,8% – impone a tutti noi di essere all’altezza di una grande responsabilità: ridare fiducia all’Italia e agli italiani. Tocca a noi, nessuno si senta escluso.

L’Italia sta cambiando molto. Dalle riforme istituzionali e costituzionali fino alla giustizia, passando per il terzo settore e la politica estera, dove il successo della nomina di Federica Mogherini costituisce un motivo di orgoglio e speranza per ciascuno di noi. In questi mesi stiamo lavorando moltissimo. E ormai siamo al momento finale di discussioni che pure erano state bloccate per anni come quella su una legge elettorale in grado di assicurare un vincitore certo o la riforma costituzionale che sono già alla seconda lettura e che dovranno essere affrontate senza indugio dal parlamento in queste settimane. Perché se la politica cambia se stessa e dà il buon esempio, poi, tutto è più semplice. Continua a leggere

Pd: Spaccature e “grandi intese”, noi non ci stiamo!

inciucio parlamento Alla luce delle ultime vicende riguardanti il Pd a livello nazionale e preso atto del documento stilato e votato all’unanimità dalla direzione regionale dei Giovani Democratici riunitasi domenica 21, i GD di Ispica gridano a gran voce il proprio disappunto contro una classe dirigente nazionale lontana dalle ideee dalle opinioni che vengono espresse dalla base.

Lo scollamento tra classe dirigente e la base è sotto gli occhi di tutti; è inammissibile che non ci si renda conto del volere di tutti quei militanti che attivamente portano avanti il partito nel territorio. Queste scelte discutibili impediscono a noi giovani, e a tutti gli uomini e donne dei vari circoli territoriali di poter portare avanti un’azione politica basata su idee e ideologie, puntualmente tradite dai dirigenti a Roma. Abbiamo improntato l’ultima campagna elettorale per le politiche sul “mai con il PdL”, sulla base anche dell’esperienza avuta in quasi 2 anni di governo Monti. Come faremo adesso a spiegare alla gente un governo di larghe intese?

Insoddisfatti ci ha lasciati anche il mancato intervento del nostro segretario nazionale Fausto Raciti alla direzione nazionale del PD di oggi. Quantomeno doveva portare a conoscenza di tutti le iniziative che da giorni molti circoli GD sul territorio nazionale hanno intrapreso per far valere le proprie ragioni. Continua a leggere