“Troppo tardi per evitare il dissesto”: i consiglieri Pd non vedono margini per evitare il fallimento del Comune e accusano Pdl, Udc e Grande Sud di essere scappati dal Consiglio comunale

Troppo tardi per evitare il dissesto finanziario del Comune di Ispica. Lo affermano i consiglieri comunali del Partito Democratico Pierenzo Muraglie e Giuseppe Roccuzzo che, ribadendo la loro netta contrarietà al dissesto, sostengono come oggi sia inevitabile la dichiarazione di fallimento del Comune da attribuire esclusivamente alle politiche dissennate seguite in otto anni da centro-destra e dal suo sindaco.

“Stiamo parlando di un disastro annunciato che già nel 2010 noi paventammo – dichiara Pierenzo Muraglie – un disastro che si sarebbe potuto evitare se solo alle politiche di spreco si fosse preferita una sana austerità, orientando le risorse disponibili verso lo sviluppo, il lavoro, il territorio. Oggi da un lato ci vengono a chiedere aiuto in nome di un’assunzione di responsabilità che in otto anni il centro-destra e il suo sindaco non hanno avuto, come certifica la Corte dei conti. Dall’altro scappano dal Consiglio comunale, chiamato a discutere del dissesto alla prima occasione utile e senza ricorrere a nuove sedute con aggravio di costi per il Comune. Una fuga – prosegue l’esponente del Pd – non sappiamo se per la vergogna, per la paura del confronto o per l’incapacità di misurarsi con un problema più grande di loro e della loro arrogante mancanza di umiltà nell’ammettere le colpe gravissime della loro disamministrazione o forse per semplice viltà politica. Abbiamo partecipato all’incontro indetto dal sindaco solo per garbo istituzionale, ribadendo le posizioni che in sede di partito abbiamo maturato: non consentiremo inutili inciuci e consideriamo l’impugnativa della deliberazione della Corte dei conti un atto tanto disperato quanto inutile. Vorrebbero – prosegue Muraglie – che il Consiglio ribadisse sostanzialmente la tesi dell’Amministrazione, cioè che la procedura di riequilibrio di bilancio è una porta girevole da cui si entra e si esce a piacimento, tesi già sufficientemente stroncata dalla Corte dei conti nella deliberazione che avvia il dissesto, dove si riafferma la perentorietà del termine dei sessanta giorni per l’approvazione del piano di riequilibrio: questo termine è abbondantemente scaduto. Prima hanno fatto passare tutti i sessanta giorni a disposizione che sarebbero stati utili per un confronto sereno con tutte le forze politiche per condividere il bilancio di riequilibrio che invece hanno presentato allo scadere del tempo massimo e con contenuti per niente condivisibili. Oggi fanno gli appelli al senso di responsabilità. Troppo tardi: questi appelli sono per noi irricevibili”.

“Se si hanno veramente a cuore la città e i suoi problemi – afferma il consigliere Pd Giuseppe Roccuzzo – chi ha creato questa situazione deve andarsene a casa: quella delle dimissioni è l’unica strada percorribile per aprire una fase nuova. Non è giusto che i cittadini paghino, come purtroppo dovranno pagare in termini di tasse, in particolare con l’IMU, e di mancanza di diversi servizi, per le conseguenze che il dissesto comporterà, mentre chi ha determinato questa situazione resta sfacciatamente al suo posto e anzi dichiara che per lui non cambia niente. Noi eravamo e siamo contro il dissesto: ma negli anni precedenti non si è fatto nulla per evitarlo e lo stesso tentativo del piano di riequilibrio, per il quale avevamo dato la disponibilità a collaborare, è stato gestito nel peggiore dei modi. Faremo di tutto – prosegue Roccuzzo – per evitare lo scioglimento del Consiglio comunale per inadempienza nella dichiarazione del dissesto, come maldestramente vorrebbe il sindaco, nel tentativo di restare in carica lui da solo dopo essersi liberato del Consiglio comunale. E metteremo in campo tutto il nostro impegno per limitare i danni che il dissesto del Comune arrecherà ai cittadini”.

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